L’autismo è una condizione del neurosviluppo, biologicamente determinata. Le aree prevalentemente interessate da uno sviluppo differente sono quelle relative alla comunicazione sociale, alla interazione sociale reciproca, al gioco funzionale, ai pattern di comportamento, interessi o attività ristretti e ripetitivi. È una condizione neurologica che rappresenta una delle tante varianti del funzionamento del cervello umano. È una condizione umana, non una malattia e nemmeno un disturbo mentale. Infatti, non si parla di sintomi ma di caratteristiche, non di deficit ma di differenze.
Possono esserci persone autistiche con o senza compromissioni, persone verbali e non verbali, persone autistiche con disabilità cognitiva e/o motoria. Alcune possono avere difficoltà nell’elaborazione di input neurologici, sensoriali e di altro tipo e possono presentare diverse comorbilità neurologiche, psichiatriche, di cui è fondamentale tenere conto per l’organizzazione degli interventi e facilitatori.
L’autismo perdura per tutta la vita: non va curato, ma bisogna fornire alle persone autistiche strumenti e contesti adeguati e strutturati per aiutarle a comprendere e a relazionarsi con il mondo secondo I loro bisogni e desideri.
La conoscenza della persona autistica è fondamentale, perché a partire dalle caratteristiche di funzionamento è possibile dargli gli strumenti per attrezzarsi e relazionarsi con la realtà, ad ogni età e in ogni contesto. Parliamo di strumenti per interpretare e gestire pensieri, comportamenti, emozioni e risposte neurologiche/fisiologiche al mondo che li circonda. Infatti, nel DSM 5, si parla proprio della necessità dei livelli di supporto necessari che bisogna dare alla persona autistica in questione.
Orticoltura terapeutica come strumento di supporto
L’orticoltura terapeutica è una pratica di trattamento abilitativo che, facendo leva sui punti di forza, consente di migliorare e di aumentare la qualità della vita dal punto di vista cognitivo, psicologico, relazionale, fisico di utenti e di conseguenza anche delle loro famiglie.
Esempio di attività di orticoltura terapeutica
Di seguito, alcuni degli aspetti che rendono l’orticoltura terapeutica uno strumento efficace per le persone autistiche e non solo.
Centralità della persona
L’utente è partecipante attivo di ogni processo che riguardi sia lui sia il suo contesto e rimane sempre al centro di una costante e attenta osservazione finalizzata a cogliere i suoi bisogni espressi e no, fragilità, punti di forza, come sente, si attiva e reagisce. Le proposte di relazione con la natura sono cucite su misura alla persona in base ai suoi obiettivi. È quindi fondamentale capire quanto l’autismo condizioni la vita di una determinata persona, la sua percezione, il comportamento e la comunicazione.
Adattabilità e versatilità
Le attività di relazione con la natura sono facilmente adattabili a diversi livelli di abilità e trasversali a diverse competenze. A seconda delle capacità di una persona, possono essere insegnate abilità semplici, come annaffiare, concimare, pacciamare o seminare semi; oppure possono essere presentate abilità più impegnative, come potare, trapiantare, progettare.
Grazie alla sua versatilità, l’orticoltura terapeutica può essere intrapresa in qualsiasi fase della vita di una persona, dall’infanzia all’età adulta e in qualsiasi contesto. Le attività sono coinvolgenti, motivanti, concrete, volte a stimolare e soddisfare più aree/abilità e sfide personali. Ad esempio: avvicinare, incoraggiare l’interazione con la natura, sperimentare e assumere il ruolo di chi si prende cura, sperimentando attività che diano la possibilità di svolgere un lavoro vero e significativo.
È possibile migliorare le funzioni esecutive, l’integrazione sensoriale, l’autoregolazione, il sistema vestibolare, stimolare la plasticità cerebrale, aumentare i tempi di attenzione migliorando la concentrazione, facilitare le relazioni, promuovere l’attività fisica, favorire inserimenti lavorativi.
Autoregolazione
La componente sensoriale esplicita delle attività di orticoltura terapeutica “supportano interventi di autoregolamentazione mirati alla gestione e all’integrazione di risposte appropriate agli input sensoriali, allineando gli input cerebrali migliorando la comunicazione e la gestione di segnali incompresi e migliorando la regolazione emotiva di appagamento/ calmante/sicurezza sociale”. Seo et al., 2015; Gabaldo, 2019; Wagenfeld, 2021.
Circolarità, prevedibilità e chiarezza
Tre aspetti fondamentali per le persone autistiche. L’orticoltura terapeutica si concentra su materiale tangibile, le piante, su attività con uno scopo, che hanno conseguenze visibili e concrete, sono cioè significative, perché lavorando con i materiali naturali si rafforza la connessione tra azione e risultato. Si può imparare sperimentando e portando immediatamente sul piano concreto e reale le conoscenze acquisite, così si apprende dall’esperienza e operando insieme.
Se pensiamo alla semina, ad esempio, si agisce in una realtà viva e capace di dare delle risposte, perché alle azioni rispondono dei risultati concreti e visibili. Poter poi assaggiare o vedere il risultato concreto, come la piantina che cresce, aiuta a focalizzarsi sui propri punti di forza, a provare gratificazione e fiducia in sé. La natura ha un suo ciclo rassicurante e prevedibile.
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Contesto facilitatore e competente
L’orto, il giardino, l’aula, il contesto dove si svolge l’attività di orticoltura terapeutica devono sempre essere progettati ad hoc in una dimensione di ordine, bellezza, linearità, lo spazio dedicato alle attività deve essere accessibile, prevedibile, rassicurante e facilitatore per chiunque.
Occorre garantirne il corretto utilizzo di riferimento permettendo così alla persona autistica di orientarsi nello spazio e nel tempo e comprendere il percorso e il prodotto finale nel modo più autonomo possibile e contenere l’asia anticipatoria.
Attività con il Set pinze grip motricità fine – Borgione
Diversità come valore da coltivare e salvaguardare
Come in giardino così tra le persone è fondamentale la biodiversità: “Tanto più la neurodiversità è rispettata e incoraggiata, all’interno di una cultura, tanto più adattabile, stabile, sostenibile e ricca, sarà questa cultura. Come un alto livello di biodiversità all’interno di un ecosistema, si traduce in un ambiente più stabile, equilibrato e prospero”. Judy Singer.
Esperienza personale
In occasione del 2 aprile, Giornata Mondiale dell’Autismo ho scelto di mostrare alcune attività svolte con persone autistiche presso il Centro Diurno Disabili di Stradella, con l’obiettivo di stimolare la capacità cognitiva, la concentrazione, la classificazione, la seriazione, la discriminazione.
Le attività in orto ha in modo significativo migliorato la percezione cromatica, allenato le capacità grosso e fine motorie, la coordinazione, stimolato gli otto sensi; sono migliorate le strategie di problem solving, la relazione nel gruppo di lavoro, la propensione a condividere spazi, strumenti e scoperte, controllare i tempi di attesa e la pazienza. Il tutto in una dimensione di bellezza.
Attività con I piccoli montessori – I colori – Borgione
Attività con il Vassoio per seriazione – Borgione
Abbiamo sperimentato che i colori della natura sono uno strumento per imparare a riconoscerci: un arcobaleno di infinite bellissime sfumature, che ognuno può vedere, sentire, percepire in modo diverso in base alle proprie caratteristiche.
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