Le PRASSIE non sono semplici movimenti, ma sistemi coordinati di movimenti in funzione di un’INTENZIONE e di un RISULTATO.
Piaget (1960)
Prassia deriva dal greco praxía, dal tema di prássō, fare. In neurologia si definisce come la capacità di compiere correttamente gesti coordinati e diretti a un determinato fine.
I gesti abituali/ quotidiani vengono realizzati senza controllo attivo in quanto “automatici”. Continua a leggere l’articolo per saperne di più di disprassia motoria e non solo!
Quando il gesto è nuovo il soggetto deve invece immaginare la sequenza degli atti necessari per ottenere il risultato preventivato, metterla in atto, controllarne il corretto svolgimento ed eventualmente modificare il piano d’azione con flessibilità.
Il progetto d’azione deve cioè essere immaginato e monitorato contemporaneamente alla sua realizzazione e l’acquisizione di un nuovo schema motorio è un processo che richiede tempo, ed inizialmente i movimenti sono prodotti lentamente prestando attenzione ad ogni singola azione e alle sue conseguenze.
Ciascuna azione deve essere selezionata e la sequenza deve essere assemblata e immagazzinata in memoria (ordine e timing). Con la pratica la sequenza si consolida e diviene automatica.
FASI DI ACQUISIZIONE DI UNA PRASSIA:
- PREPARAZIONE: l’azione viene eseguita molto lentamente, viene esercitato un forte controllo, vengono curate le singole parti dell’azione
- COMPOSIZIONE: l’azione viene eseguita più velocemente ma vengono commessi errori di esecuzione
- PROCEDURALIZZAZIONE: a questo livello l’azione viene svolta fluentemente, in modo routinario, automatizzato
DISPRASSIA EVOLUTIVA
Il disturbo evolutivo specifico della funzione motoria rappresenta un quadro di frequente riscontro nell’ambito della popolazione infantile (3-6%) (Aicardi, 1994).
COS’E’ LA DISPRASSIA EVOLUTIVA?
La Disprassia (DIS= MALE PRASSIA= FARE) è l’incapacità di compiere movimenti volontari, coordinati sequenzialmente tra loro, in funzione di uno scopo.
La disprassia può influenzare il modo di apprendere di un bambino a scuola, infatti, spesso i bambini disprattici vengono considerati poco intelligenti, pigri, svogliati.
Il rischio è quindi quello di innescare disturbi comportamentali e psicopatologici: autosvaluazione, depressione, ansia, oppositività, ecc.
La disprassia è dunque da considerarsi come disturbo multisistemico che coinvolge diversi aspetti dello sviluppo che vengono ad influenzarsi reciprocamente dove la disorganizzazione sul piano motorio e deficit percettivi hanno gravi ricadute su altri ambiti dell’apprendimento (L.Sabbadini)
Il bambino disprattico utilizza le funzioni che ha acquisito in modo stereotipato, con strategie povere e ridotte alternative; tramite la pratica continuativa e l’abilitazione/riabilitazione può acquisire funzioni e svolgere senza grosse difficoltà le attività della vita quotidiana.
CI SONO DIVERSI TIPI DI DISPRASSIA
Può succedere che nello stesso bambino si riscontrino uno o più tipi di disprassia, di cui una tipologia è preminente rispetto ad altri segnali più sfumati.
Possiamo evidenziare varie forme di disprassia evolutiva (Sabbadini, 1995) che possono essere così classificate:
- Disprassia generalizzata;
- Disprassia dello sguardo;
- Disprassia motoria degli arti superiori o fino motoria;
- Disprassia del disegno;
- Disgrafia;
- Disprassia costruttiva;
- Disprassia verbale (con o senza disprassia orale).
QUALI SONO I CAMPANELLI D’ALLARME?
Indicatori del disturbo possono essere:
- abilità carenti per quanto riguarda la quantità e la qualità dei movimenti, scarsa coordinazione, ridotto equilibrio, goffaggine, lentezza nell’eseguire l’azione;
- deficit e ritardo nell’acquisizione del gattonamento, posizione eretta, cammino, movimenti ripetitivi che seguono uno schema (andare in bicicletta), salire o scendere le scale, tendenza ad inciampare;
- deficit o ritardo di linguaggio, difficoltà nella gestualità;
- difficoltà a mantenere l’attenzione, iperattività, fatica nel ricordare e rielaborare informazioni, difficoltà nella gestione del tempo, nell’organizzazione e pianificazione di impegni e attività;
- bassa autostima, facile irritabilità;
- scarsa autonomia e cura di sé, ad esempio difficoltà nel mangiare e bere senza sporcarsi, utilizzo delle posate, nel vestirsi e svestirsi, nell’igiene personale.
- fatica nell’acquisizione di nuove abilità;
- mancato senso del pericolo;
- tendenza a far cadere gli oggetti o a utilizzarli in maniera scorretta;
- scarsa capacità di giocare con i coetanei, assenza di gioco simbolico e difficoltà nelle attività ludiche come puzzle, chiodini, costruzioni;
- mancato raggiungimento di una preferenza manuale e difficoltà nella motricità fine, nell’usare la matita o le forbici;
- rifiuto a disegnare, a ricopiare, a eseguire attività di travasi e manipolazione.
COSA POSSIAMO FARE PER TRATTARE LA DISPRASSIA MOTORIA E NON MOTORIA?
In un percorso riabilitativo/educativo è importante:
- lavorare sulla sequenzialità
- supportare le funzioni esecutive
- sviluppare la pianificazione
- sostenere i processi di auto-correzione/ autofeedback
- supportare l’autostima
- fornire modelli/pattern di esempio e sviluppare problem-solving
- aiutare il bambino a livello della manipolazione fine e della motricità grossolana
- Evitare di chiedere la ripetizione/riscrittura
- Concedere più tempo/ frammentare il lavoro
- Preparare e fornire materiale chiaro, non confusivo ed autoevidente
- Aiutare il bambino nell’organizzazione del materiale
- Aiutare il bambino nella pianificazione e nell’acquisizione di un metodo di gioco/lavoro
- Consentire delle brevi pause quando è stanco
- Premiare e valorizzare gli aspetti positivi del suo comportamento/ delle sue attitudini
- Incoraggiare il lavoro di gruppo
ALCUNI ESEMPI PRATICI
Per quanto riguarda il supporto della motricità grossolana, equilibrio e coordinazione:
- Percorsi d’equilibrio e Percorsi psicomotori: in questo caso ci possiamo sbizzarrire a costruire numerosi percorsi diversi, con cerchi, bastoni, corde, sedie, tunnel o qualsiasi cosa ci verrà in mente!
Utilizzando il percorso d’equilibrio in plastica vi suggerisco 3 modi diversi per andare a lavorare sulla coordinazione e sulla motricità grossolana:
- Percorso motorio classico: posiziono i pezzi di plastica colorata a formare una strada da seguire, richiedendo quindi destrezza, equilibrio e buone capacità di autoregolazione;
- Percorso motorio difficile: posiziono i pezzi di percorso alternandoli ad altre attività motorie, come ad esempio cerchi in cui saltare con un solo piede/ a piedi uniti/ ecc, oppure un piccolo slalom fra coni, oppure ancora un tiro a canestro, così da aumentare la difficoltà del percorso in quanto richiederò competenze diverse a seconda del momento;
- Percorso in corsa: creando una mappa e quindi un progetto del percorso chiederemo al bambino di costruirlo con noi, per poi eseguirlo e provare a disegnarlo lui stesso!
- Lancio e ricezione di oggetti
- Sperimentazione di diversi tipi di posture o movimenti
Per gli aspetti relativi alla disprassia motoria, motricità fine, coordinazione oculo-manuale e movimenti delle mani:
- Giochi con martello e chiodi: questa attività può essere proposta in svariati modi ed è utilissima per sviluppare la motricità fine, la coordinazione oculo manuale, la sequenzialità, gli aspetti visuo-spaziali e di analisi e “gioco” con gli elementi nello spazio.
Vi do tre versioni di gioco:
- Gioco classico: guardo lo schema proposto e lo ricopio usando pezzi a disposizione, martello e chiodini;
- Gioco di ascolto: l’adulto disegna uno schema di pezzi o utilizza (senza farlo vedere al bambino) una tavoletta già fornita dal gioco; sempre l’adulto dice quale pezzo mettere e dove, mentre il bambino deve ascoltare e cercare di costruire ciò che l’adulto sta vedendo davanti a se…senza sbirciare!
- Gioco di fantasia: disegniamo insieme nuovi pattern su un foglio, utilizzando i pezzi presenti nella scatola come contorno, utilizziamo la fantasia e creiamo nuovi scenari da costruire poi con i pezzi a disposizione, il martello e i chiodini.
- Giochi con i chiodini/incastri
- Giochi con graffette o altri materiali che si possono incastrare formando cordicelle
- Creazione bracciali, collane, ecc
- Sperimentazione di vari tipi di chiusura, chiavi, lucchetti, ecc
- Utilizzare le costruzioni seguendo le istruzioni o copiando dei modelli
- Attività di taglio/incollo
- Attività di copiatura/ riproduzione guidate e con aiuto
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Cristina Manca says
Ottimo