L’Alzheimer Café è uno spazio sicuro, un momento di condivisione e di confronto, un’opportunità per rompere l’isolamento sociale che spesso accompagna chi è coinvolto nella gestione di pazienti affetti da demenza.
Questo spazio diventa una risorsa utile per terapisti, pazienti e famiglie, i quali si trovano a creare una nuova rete professionale ma anche amicale: le famiglie trovano nuovi amici o compagni di viaggio, mentre i pazienti si sentono accolti e capiti oltre che stimolati e non giudicati.
In questo articolo proponiamo una breve panoramica sull’argomento.
Cos’è l’Alzheimer Cafè
L’idea alla base dell’Alzheimer Café è quella di creare un luogo di incontro, confronto e supporto dedicato alle persone affette da Alzheimer e alle loro famiglie.
Nato nei Paesi Bassi negli anni ’90, questo progetto si è diffuso in molti paesi europei, tra cui anche l’Italia.
In questi incontri, organizzati regolarmente, si svolgono attività stimolanti e piacevoli per i pazienti e famiglie, mirate a mantenere attive le capacità cognitive e sociali.
Pazienti e Caregiver lavorano contemporaneamente in due stanze separate, i familiari possono partecipare a gruppi di ascolto o di auto-mutuo aiuto come anche a gruppi psicoeducativi gestiti da esperti su come gestire la malattia nella vita quotidiana.
Uno dei tratti distintivi del modello dell’Alzheimer Café è l’informalità, che diventa funzionale alla condivisione di esperienze e all’integrazione tra assistenza sanitaria e sostegno emotivo.
Al termine di ogni incontro Caregiver e malati si incontrano per il caffè che dà nome a questo format:, sotto la supervisione dei professionisti, possono quindi provare a portare avanti le tecniche e i suggerimenti appena imparati e integrarsi nel clima di benessere e serenità che i pazienti stanno già vivendo. In questo modo è possibile sperimentare come si potrebbe ricreare lo stesso clima o attività al proprio domicilio.
Vantaggi e benefici
Sarebbe improprio presentarlo come una “soluzione imprescindibile” nel trattamento della malattia, ma è pur vero che l’Alzheimer Cafè può portare benefici da considerare per pazienti, terapisti, caregiver e famiglie.
- Per i pazienti, questi spazi costituiscono un ambiente dove possono partecipare – con amici e senza familiari – ad attività che favoriscono la socializzazione e il mantenimento delle capacità cognitive, come la musica, l’arte o semplici giochi.
- Per i terapisti, l’Alzheimer Café rappresenta un’opportunità per osservare i pazienti in un contesto meno formale, fornendo indicazioni utili per personalizzare gli interventi terapeutici al domicilio. È inoltre uno spazio in cui possono educare caregiver e familiari, offrendo consigli pratici e strategie per migliorare la gestione quotidiana della malattia.
- I caregiver e le famiglie, spesso sopraffatti dalla responsabilità dell’assistenza, trovano un luogo dove sentirsi compresi e supportati. Possono condividere esperienze con altri che affrontano sfide simili, creare reti di supporto e ricevere informazioni utili per alleviare il peso emotivo e pratico. Hanno inoltre la possibilità di poter staccare dall’assistenza del proprio , con la consapevolezza di lasciarlo in buona mani e poca distanza da sé e per un periodo di tempo limitato.
A tutti gli effetti, parliamo di un modello in grado di facilitare la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, creando un clima di fiducia e supporto reciproco, migliorando così la qualità della vita non solo del paziente, ma anche di chi lo circonda.
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Come funziona l’Alzheimer Cafè: attività e materiali
Un Alzheimer Café si sviluppa attraverso una struttura ben organizzata, in cui le attività principali sono suddivise in momenti distinti e adattati alle esigenze dei partecipanti. Solitamente, l’incontro inizia con un momento di accoglienza informale, dove i presenti possono socializzare, per rompere il ghiaccio e instaurare un’atmosfera rilassata.
Sudoku a cubi – Borgione
Successivamente, si passa a un’attività programmata, che può includere laboratori creativi, musicoterapia, terapia occupazionale, per therapy, giochi di memoria o esercizi di rilassamento: i terapisti possono scegliere di usare supporti materiali come puzzle semplici, giochi di memoria, album da colorare, materiali per il découpage e fotografie vintage, in modo da incoraggiare la partecipazione attiva dei pazienti e favorire l’esercizio delle capacità cognitive.
Materiali per découpage – Borgione
Parallelamente, vengono organizzati incontri psicoeducativi e/o di supporto per i caregiver. Questi gruppi, tenuti da professionisti, hanno l’obiettivo di fornire strumenti pratici e condividere strategie per facilitare o migliorare la gestione del malato presso il domicilio.
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Ruolo dei professionisti nella gestione dell’Alzheimer Café
Il successo di un Alzheimer Café dipende in gran parte dalla competenza e dalla collaborazione dei professionisti coinvolti e in parte dalla capacità di fare rete con i professionisti che vedono le famiglie in difficoltà o all’inizio del cammino ( ad esempio, gli ospedali o quei centri dove le famiglie ricevono la diagnosi e/o fanno i test).
Psicologi, terapisti e operatori socio-sanitari svolgono un ruolo cruciale nel creare un ambiente sicuro, accogliente e funzionale per i pazienti e i loro caregiver; facilitano gruppi di discussione, offrono consulenza personalizzata e aiutano a gestire l’impatto emotivo della malattia, promuovendo strategie per affrontare lo stress e il senso di isolamento; organizzano e progettano esercizi mirati per il mantenimento delle abilità cognitive, motorie e sensoriali, utilizzando materiali adeguati. Questi interventi contribuiscono a migliorare la qualità della vita dei partecipanti e a mantenere un livello di autonomia il più a lungo possibile.
In ultimo, garantiscono la gestione quotidiana delle attività e il benessere generale dei pazienti durante gli incontri. Sono essenziali per monitorare le esigenze fisiche e pratiche dei partecipanti, creando un ambiente inclusivo e sicuro.
Non dobbiamo inoltre dimenticare i volontari: questa tipologia di iniziativa soprattutto con i malati, ha una buona riuscita soprattutto se un buon numero di volontari si rende disponibile ad aiutare i professionisti.
La sinergia tra queste figure professionali è essenziale per realizzare un Alzheimer Café efficace, offrendo supporto multidisciplinare a pazienti e famiglie.
Articolo redatto in collaborazione con la Dottoressa Cristina Sbaglia
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